
Alex. Per tante persone che frequentano il mondo del cosplay romano era semplicemente Alex. Un nome familiare, uno di quelli che negli anni diventano parte del panorama umano delle manifestazioni, tra costumi, fotografie, amicizie nate davanti a un palco e passioni condivise ben oltre la durata di un evento. Dietro quel nome, e dietro lo pseudonimo Alex Richardson, si trovava Alessandra Voglino, romana, nata il 17 giugno 1995, cosplayer e alternative model, scomparsa prematuramente a soli 31 anni. La notizia della sua morte, arrivata nella serata del 26 ottobre 2026, ha attraversato la community cosplay lasciando sgomenti tanti appassionati che avevano imparato a riconoscerla tra le presenze abituali degli appuntamenti dedicati alla cultura nerd. Una perdita che assume un significato particolare in un ambiente dove, molto prima dei follower e delle collaborazioni digitali, sono sempre state le persone a dare un senso agli eventi.
Alex Richardson, tra cosplay e identità alternative
La presenza di Alessandra nel panorama cosplay raccontava una passione vissuta attraverso la partecipazione agli eventi e una sensibilità estetica che trovava espressione anche nel mondo della moda alternativa. Alex Richardson era il nome con il quale era maggiormente conosciuta, un’identità che accompagnava la sua attività di cosplayer e la sua presenza nelle community online. Chi frequenta da tempo le manifestazioni romane sa quanto queste realtà siano costruite attorno a incontri ricorrenti, volti che diventano familiari e persone che, con la loro partecipazione, contribuiscono a dare continuità a un ambiente creativo. Alex era una di quelle presenze, particolarmente assidua negli eventi cosplay organizzati nella Capitale, compresi gli appuntamenti legati a Satyrnet.
Accanto al cosplay, Alessandra coltivava l’interesse per l’alternative modeling, un universo fotografico ed espressivo che da oltre vent’anni mette in discussione i codici più tradizionali della moda e della rappresentazione del corpo. Attraverso lo pseudonimo alexvog, aveva costruito una propria presenza anche sulla piattaforma SuicideGirls, punto di riferimento della fotografia alternativa, dell’estetica tattoo, della cultura underground e delle identità non convenzionali. Il suo percorso si inseriva in quel dialogo tra moda alternativa, fotografia e cultura pop che ha accompagnato l’evoluzione delle community digitali, permettendo a tante persone di sperimentare linguaggi visivi lontani dagli stereotipi estetici dominanti.
Una presenza familiare nella community cosplay
Il cosplay italiano ha attraversato trasformazioni enormi. Dai primi raduni, nei quali riconoscere un personaggio particolarmente amato significava spesso trovare immediatamente qualcuno con cui condividere ore di conversazione, siamo arrivati a manifestazioni capaci di riempire intere città, alimentare community internazionali e trasformare la creatività dei fan in una vera professione. Eppure, sotto questa evoluzione tecnologica e culturale, una componente è rimasta sostanzialmente immutata: il valore delle relazioni umane.
Gli eventi nel nostro mondo hanno una storia fatta di generazioni diverse, di appassionati che ritornano, di amicizie che resistono ai cambiamenti della vita e di persone che continuano a incontrarsi grazie alla passione per personaggi, fumetti, anime, videogiochi e mondi fantastici. In questo ambiente, Alex era un volto conosciuto. La sua partecipazione agli appuntamenti cosplay la rendeva parte di quella dimensione comunitaria che raramente trova spazio nei comunicati ufficiali e nelle cronache delle manifestazioni, ma che rappresenta una delle ragioni più autentiche per cui questi eventi continuano a esistere.
La sua scomparsa ha colpito proprio questa rete di persone, mostrando quanto il senso di appartenenza a una community possa andare oltre la semplice condivisione di un interesse. Un costume può essere riposto, un personaggio può cambiare, un profilo social può smettere di aggiornarsi. I rapporti costruiti nel tempo, invece, continuano a vivere nella memoria di chi ha attraversato gli stessi luoghi e condiviso la medesima passione.
La perdita di Alessandro Iacopelli
La notizia della morte di Alex è arrivata a distanza di meno di due settimane da un altro lutto. Il 13 ottobre 2026 si era infatti diffusa la notizia della scomparsa del suo compagno, Alessandro Iacopelli, scenografo e artista romano conosciuto anche nell’ambiente delle produzioni audiovisive. La sua morte era stata comunicata attraverso un messaggio di cordoglio della casa di produzione Camaleo, che lo aveva ricordato come professionista e amico, rivolgendo un pensiero affettuoso anche ad Alex, indicata come la sua compagna inseparabile. Due perdite ravvicinate che hanno lasciato un dolore profondo nelle persone vicine alla coppia.
Di fronte a una vicenda così delicata, però, la responsabilità di chi racconta impone una distinzione essenziale tra fatti conosciuti e interpretazioni. Il dolore privato non può diventare materia per ricostruzioni arbitrarie, né la vicinanza temporale tra due tragedie autorizza a individuare spiegazioni superficiali frutto dell’ignoranza. Le circostanze personali della scomparsa di Alessandra meritano rispetto, soprattutto nei confronti dei suoi familiari, degli amici e di chi sta vivendo queste giornate con una sofferenza difficile da raccontare.
La morte di una persona giovane provoca inevitabilmente domande, incredulità, smarrimento. Ma il desiderio di comprendere non dovrebbe mai prevalere sulla dignità di chi non può più raccontare la propria storia, né sul diritto al raccoglimento delle persone che le hanno voluto bene.
Ricordare Alex oltre il suo ultimo giorno
Un rischio accompagna spesso il racconto delle morti premature: lasciare che le circostanze della scomparsa diventino più importanti dell’esistenza stessa della persona. Alessandra Voglino aveva 31 anni, una propria identità artistica, passioni, relazioni e un percorso personale che non può essere ridotto alla tragedia degli ultimi giorni. Era Alex Richardson per il mondo del cosplay, alexvog per la sua espressione fotografica alternativa, Alessandra per le persone che la conoscevano fuori dagli schermi. Identità differenti che appartenevano alla stessa ragazza e che raccontano quanto sia limitante pensare di conoscere qualcuno soltanto attraverso ciò che sceglie di condividere pubblicamente.
Anche questo appartiene alla maturità delle nostre community. Abbiamo imparato a celebrare la creatività, a riconoscere il talento, a difendere la libertà di espressione e il diritto di sentirsi rappresentati da estetiche e passioni differenti. Dovremmo continuare a coltivare con la stessa attenzione la dimensione umana di questi ambienti, ricordando che dietro un nickname, una fotografia o un outfit vive una persona con una storia che nessun social network può raccontare interamente.
Oggi la community cosplay saluta Alex Richardson, con la tristezza che accompagna la perdita di un volto familiare e con il rispetto dovuto alla sua memoria. Il pensiero va alla famiglia, agli amici e alle persone che le sono state vicine, nella speranza che possano trovare il raccoglimento e la serenità necessari per affrontare un dolore tanto grande.
Chi desidera ricordare Alessandra attraverso una fotografia, un incontro o un momento condiviso durante una manifestazione può farlo insieme alla community di CorriereNerd.it, anche sui nostri canali Instagram e Facebook. Senza cercare risposte dove non ne abbiamo, senza trasformare il cordoglio in curiosità, ma lasciando spazio ai ricordi autentici di chi ha conosciuto Alex e desidera conservarne una traccia.
Ciao Alex.
foto di copertina di Gianfranco Mantis
L’articolo Addio Alex Richardson: la community cosplay piange Alessandra Voglino, scomparsa a soli 31 anni proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

