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3 Settembre 2026 da GianlucaFalletta.com

Circolo degli Artisti di Roma: la rinascita di un tempio underground tra memoria geek, musica indie e cultura alternativa

Circolo degli Artisti di Roma: la rinascita di un tempio underground tra memoria geek, musica indie e cultura alternativa
3 Settembre 2026 da GianlucaFalletta.com

Rivedere via Casilina Vecchia 42 dentro un calendario di appuntamenti produce uno strano cortocircuito: leggi una data del 2026 e la testa torna agli anni delle firme sui forum, delle fotografie compresse per caricarle online, delle amicizie che cominciavano dietro un nickname e diventavano reali dandosi appuntamento a una serata. Il Circolo degli Artisti, per una parte della comunità nerd romana, appartiene anche a quella storia. Alla scoperta, ancora un po’ impacciata, di poter condividere pubblicamente passioni che fino a poco prima sembravano destinate alla cameretta. Venerdì 4 settembre, dalle 18, il suo giardino torna accessibile con il nome Spaziotempo, inaugurando una stagione temporanea che arriverà al 30 ottobre 2026. Dopo oltre un decennio, quell’indirizzo ricompare fra i posti dove andare. E già scriverlo fa un certo effetto.

Ripensando al Circolo, mi interessa soprattutto recuperare una parte del racconto che rischia di restare schiacciata sotto la sua giustissima fama musicale. Accanto alla scena indipendente, alle serate e alle contaminazioni artistiche, passavano anche i primi tentativi della cultura nerd e cosplay romana di trovare una dimensione condivisa, fuori dagli appuntamenti strettamente fieristici. Il percorso di Satyrnet si intrecciava a questa ricerca di occasioni, persone, spazi disponibili. Parlare del cosplay dei primi Duemila significa ricordare una pratica che stava ancora costruendo il proprio vocabolario pubblico: interpretare un personaggio poteva richiedere parecchie spiegazioni, soprattutto a chi vedeva soltanto un adulto vestito da cartone animato. Oggi discutiamo di materiali, performance, fotografia e professionalizzazione; allora una parte del lavoro consisteva semplicemente nel far capire perché quella passione meritasse attenzione. Luoghi come il Circolo aiutavano attraverso la convivenza: il fumetto poteva incontrare la musica, una sensibilità alternativa riconoscerne un’altra, qualcuno incuriosirsi davanti a un costume senza aver mai frequentato una convention. Quei primi passi avevano timidezze, entusiasmo e anche inevitabili goffaggini. Renderli troppo perfetti, adesso, toglierebbe loro parecchia verità.

La tentazione di raccontare tutto come un paradiso precedente ai social è forte, lo so. Però Internet aveva già un ruolo decisivo: siti, forum e chat consentivano di trovarsi, scambiarsi informazioni, organizzarsi. Mancava semmai la facilità con cui oggi una passione diventa immediatamente riconoscibile attraverso migliaia di immagini. Portarla fuori significava esporsi un po’ di più. Penso al cosplay anche per questo: prima ancora della precisione di una cucitura, conta il momento in cui scegli di presentarti agli altri attraverso un personaggio che ami. Un ambiente aperto a linguaggi diversi può rendere quel passaggio meno faticoso. Il valore culturale di un posto si misura anche attraverso simili dettagli, difficili da mettere dentro una locandina: poter restare dopo un evento, conoscere qualcuno senza una presentazione ufficiale, scoprire che la conversazione iniziata parlando di un disco è finita su Evangelion. È una possibilità che continuo a considerare preziosa, soprattutto mentre ogni interesse sembra avere il proprio recinto digitale perfettamente arredato.

Il ritorno del giardino merita dunque entusiasmo, insieme a una lettura precisa di ciò che sta accadendo. Spaziotempo riguarda esclusivamente l’area esterna dell’ex Circolo degli Artisti: l’edificio della sala concerti, già bonificato e messo in sicurezza, resterà chiuso in attesa dei successivi restauri. Il progetto è promosso da Barra Spaziatrice A.P.S. in associazione temporanea d’impresa con Agorà S.p.A., attraverso la concessione per l’uso temporaneo dell’area. La chiusura del 2015 ha interrotto una consuetudine cittadina per oltre dieci anni, abbastanza da far diventare adulti ragazzi che quel posto lo hanno conosciuto soltanto attraverso i racconti altrui. Proprio pensando a loro, trovo sensata l’idea di dargli un nome nuovo. Spaziotempo ha persino una risonanza fantascientifica piuttosto felice, ma qui il viaggio temporale più interessante sarà vedere generazioni diverse frequentare lo stesso indirizzo attribuendogli significati differenti.

La proposta annunciata mette insieme musica, teatro, cinema, arti digitali e formazione; la collaborazione con IED porterà attività gratuite dedicate anche a videomapping, sound design e progettazione di eventi, mentre Teatro Basilica e Visioni Parallele contribuiranno rispettivamente alle arti performative e ai linguaggi digitali e audiovisivi. Questa parte mi incuriosisce parecchio. Avvicinare il pubblico al modo in cui si costruisce un’esperienza può far nascere passioni altrettanto forti di quelle suscitate dallo spettacolo finito: dietro una proiezione, un ambiente sonoro o una scena teatrale lavorano competenze che molti ragazzi scoprono soltanto per caso. Il primo weekend conserva intanto un legame evidente con la musica: venerdì sono annunciati Ruben de I Camillas, Enea Pascal insieme a Colas e Bluemarina; sabato arriva il DJ set di Coca Puma. L’accesso allo spazio sarà libero durante gli orari di apertura, con la maggior parte delle iniziative gratuite e possibili prenotazioni o biglietti a tariffa contenuta per singoli appuntamenti.

Mi piacerebbe che chi ricorda il Circolo portasse a Spaziotempo anche un po’ di curiosità per ciò che ancora non conosce. La memoria può offrire molto, purché lasci spazio a chi arriva dopo: magari un ragazzo che sta preparando il primo costume, una futura scenografa attratta dalle arti digitali, persone che cercano semplicemente un posto dove trascorrere una serata e finiscono per incontrare un progetto a cui partecipare. Quasi due mesi permettono di cominciare; il seguito resta una questione aperta. Intanto, fra chi frequentava via Casilina Vecchia agli inizi dei Duemila, potrebbero riemergere fotografie, volantini e ricordi delle prime iniziative nerd, frammenti utili a raccontare quella stagione con maggiore precisione. Quale incontro, quale costume o quale serata vi torna in mente leggendo di nuovo quell’indirizzo?

L’articolo Circolo degli Artisti di Roma: la rinascita di un tempio underground tra memoria geek, musica indie e cultura alternativa proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

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Chi sono

Gianluca Falletta, presidente di Satyrnet e finalista della scorsa edizione di Italia’s Got Talent, è considerato “il papà del Cosplay Italiano”.

Come una delle prime realtà che hanno promosso il fenomeno made in Japan, Satyrnet, in oltre 20 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di settore. Il portale www.satyrnet.it e la sua community sono tutt’ora uno dei punti di riferimento per gli appassionati.

Gianluca Falletta ha partecipato alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ora collabora con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics e Napoli Comicon.

Dopo “l’apprendistato” presso Filmmaster Events, una delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l’esigenza di offrire entertainment per il pubblico, lavorando come freelance con le più importanti aziende di settore globali.

Dal 2020 Gianluca Falletta è il Direttore Creativo di Next Group.

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